Grande Fermeda Via Normale, alpinismo sull’onda del passato nelle Odle, Dolomiti

La guida alpina Alberto De Giuli presenta la Via Normale alla Grande Fermeda, aperta nel gruppo Puez-Odle in Dolomiti il 4 agosto del 1887 dalla guida alpina Michele Bettega insieme a Edward Theodore Compton, T. G. Martin e Karl Schulz.

Ogni volta che rimetto piede nelle Odle è come un salto nel passato, quando da piccolo passeggiavo con la mia famiglia tra le malghe della Val di Funes, ai piedi della più fotogenica catena montuosa delle Dolomiti. Quando era giornata di lunga passeggiata, allora si svalicava la forcella di Mesdì per spostarsi nel versante più soleggiato della montagna, quello che guarda la Val Gardena. Nelle pareti sud delle Odle si concentrano anche tutte le arrampicate più frequentate della zona, dove la roccia è normalmente solida e bella, al contrario dei versanti all’ombra, tanto drammatici ed entusiasmanti quanto friabili.

Le Fermede sono un piccolo gruppo di guglie frastagliate che hanno dato origine al nome di Odle (aghi, in ladino), e sia nella Piccola Fermeda che sulla Grande ci sono molte salite su roccia divertenti e facili, adatte ad un vasto pubblico.

La via normale alla Grande Fermeda è una salita divertente e di gran soddisfazione per gli alpinisti alle prime esperienze, è un pò la Cima Grande di Lavaredo della Val Gardena. Salita per la prima volta dalla guida Michele Bettega (la prima Guida del Primiero) e compagni nel 1887, è di facile accesso dagli impianti del Col Raiser,e offre una scalata molto piacevole e mai faticosa lungo il versante sud della parete. Osservando la Grande Fermeda dall’ Alpe di Cisles, chi potrebbe dire che c’è spazio addirittura per camminare a metà parete? La roccia è molto bella in particolare a metà strada, dove si affrontano delle magnifiche placche ripide di roccia ottima (massimo III grado) ricche di appigli e appoggi.

La Grande Fermeda non è una cima molto frequentata, nonostante i numerosi ometti è necessario intuito per trovare la giusta via e una buona padronanza del terreno perché anche la discesa sempre per la via di salita non è breve.

In definitiva una cima per gli amanti delle gite tranquille, lontano dalle “solite note”, sull’onda di un alpinismo del passato.

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